
Se potessi decidere il mio sonno, lo farei.
Lo farei per poter parlare con te senza temere di addormentarmi da un momento all'altro..
So che mi leggi, so che mi leggerai.
Hai idea della potenza della tua voce?
Era una stronzata, si.
Le mie reazioni a getto.
Ogni sera a costruire un castello dove poter chiudere tutte le tue parole e il mio cuore.
E non ci sono parole per spiegare.
Adesso è mattino e devo fare il mio dovere ovvero svegliarti, che più che dovere è un piacere.
"Parlami"
E alle tre di notte c'era solo la sua voce.
"Ridi."
Ridevo a comando mentre guardavo Frasier perchè era lui che mi faceva ridere e a lui piaceva.
"Parlami, mi piace la tua voce."
Mi ha steso, mi ha posseduto senza saperlo, comincio a preoccuparmi, il mio cuore è in funzione.
Misty vuole dormire. Misty vuole una doccia fredda. Misty vuole ma in realtà non vuole un cazzo di niente. Vuole spararsi un sonnifero per poter fare un viaggio spaziale. Il sonno tormenta l'animo ma la mente non lo permette. Misty è una stronza, non riesce ad amare, non più..
Da quando è morto Fabio, ho sempre pensato che non dovevo più affezionarmi ed abbandonare ogni varia forma di sentimentalismo. Ora che sono passati 4 anni circa sono ancora convinta di questo, adesso neanche riesco ad amare o sue altre forme. Le persone non mi sorprendono. Non mi colpiscono. Non catturano la mia attenzione.
Credo che sia meglio star soli, non ci son problemi, si convive con se stessi. Alla fine so che avrò di nuovo bisogno dell'amore, per adesso lo attendo ma non lo voglio allo stesso tempo.
Sono una contraddizione.
Ora cerco di fare il possibile per poter crescere, arrivare allo scalino superiore. Non sono più una bambina e lo devo dimostrare.
Manderò a fanculo il mio psicologo, non potrò fare lo stesso con il medico, quello purtroppo mi serve ancora.
Nevermind.
Questa settimana, cinema solitario per anime vaganti comme moi.
1973, devo fare una capatina in una libreria.
Je suis comme le lait.
Ho la scadenza.
"Non so se ti può consolare,
non so se mi potrai capire
non so se ti farà piacere
Non so niente, eppure."
So quanto ci stai male.
Lo sento nelle mie vene.
Sai quanto sto male anche io.
Non riesco a parlarti normalmente se non lasciandoti scritto quel che provo.
Non voglio farti del male.
Ma in questo momento servivi te, in questo periodo servivi te.
Te che asciughi le mie lacrime, te che mi tieni fra le tue braccia.
Che più di una lettera di amicizia sembra d'amore.
Perchè tu sei quello che mi ama in maniera inspiegabile, sei quello che mi da amore anche solo con un ciao e l'idea di non vederti mi uccide, mi devasta.
è ridicolo il mio comportamento, lo so.
Cerca di capirmi.
Sono qui con il cuore aperto a dirti che sto male, che servivi tu, che so che non è colpa tua, che comprendo le motivazione ma che non riesco ad accettarlo come una bambina non accetta un no al suo gelato.
Sono nel periodo più blu che mi sia capitato.
Sono a pezzi.
I love you, you know.
Una nova per me, grazie.
Dopo l'esperienza del cinema solitario, per oggi avevo programmato di prendere il tram 19 fino a capolinea per poi tornare indietro, ma imprevisto non previsto di nome Bush non me lo ha permesso, perciò mi stavo arrendendo alla monotonia quando un lapsus mi colse mentre conversavo con Michele, di cui parlerò più avanti. Ho ricordato la libreria che vendeva libri che risalivano agli anni '60 '70 '80 a poco e ben messi con quell'odore che io amo. L'unico problema era la distanza, si trova in una zona un pò distante dalla mia, ma cavolo è sempre una nova questa. Dunque decisi di farmela a piedi. Dista circa 4 chilometri da qui, beh sono stati fantastici, camminavo ma non sentivo il marciapiede, guardavo il cielo e vedevo lo spazio, no non ero fatta, ero soddisfatta dei miei giorni, della mia vita. Se lo sapevo prima che ci voleva così poco. Per un momento ho pensato di essermi persa perchè non avevo punti fermi riguardo la libreria ma il mio senso d'orientamento non mi ha abbandonato e mi sono ritrovata nel giro di due passi. Mentre camminavo ho riflettuto sui miei giorni e ho pensato di tornare a fare atletica leggera che tanto mi piaceva, era una sfida contro me stessa, era un sfida contro il tempo.Ogni dieci-cinque minuti facevo uno squillo a Michele che, come sempre, era preoccupato per me. Michele..Ho riflettuto anche su di lui. Michele è una parte di me e una parte della mia vita. Michele mi aiuta nel pensare e nello sfogarmi, Michele è essenziale. Michele è il mio bastardello e credo che senza di lui sarei persa. Michele è amore che non provavo da anni. Michele è il mio migliore amico, è mio fratello. Michele è come sangue del mio sangue. Michele in questa mia estate piena di nove, è la nova di sempre che non cambierai mai. Michele è lontano ma vicino. Michele è sempre con me. Michele è Michele.
Domani è un altro giorno. Domani è un altra nova.
Ho mangiato un plumcake per far partire la giornata.
Ho visto un film da sola al cinema.
Ho pensato all'amore.
Mi ero dimenticata di te in questa giornata solitaria.
Come posso continuare così?
Emol edie come un compressore.
Forse l'hai conosciuta. Forse ti ha aiutato. Forse hai udito una sua bestemmia.
E lasciarti andare non è poi così facile.
Forse ti ricordi dei suoi occhi. Forse ti ricordi dei suoi errori, sempre gli stessi. Forse ti ricordi di quel suo modo di ascoltarti. Forse ti ricordi quel suo trovare soluzione e perfezione. Forse ti ricordi di quel suo troppo bere e fumare. Forse ti ricordi di quel suo continuo scappare.
Oppure non ricordi proprio niente come quasi tutti quelli che lei ha nella sua rubrica.